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Un Caffè 2.0 con Federico Marcon

Federico Marcon è una di quelle persone da cui vorresti sentirti raccontare tutto. Tutto il mondo che ha vissuto, osservato e studiato. E’ una di quelle persone a cui ti vien voglia di rivolgere un sacco di domande… E invece quello che ha fatto con noi ieri è stato disporci in semicerchio intorno a lui e ascoltarci. Ha parlato pochissimo di sè, qualcosa lo abbiamo letto direttamente sul blog de Il Fatto Quotidiano dove lui scrive del terzo settore, di quel mondo dai confini labili tra stato e mercato, di quel mondo dell’associazionismo, di cooperative sociali, di organizzazione non governative e di banche etiche.

“Quarantenne, sono nato per sbaglio a Milano da un miscuglio parentale veneto-abruzzese, ma nelle mie vene scorrono sangue, grinta e passione romagnola della mia vera domus aurea, Cesenatico. Sull’onda genitoriale ho studiato giurisprudenza, salvo poi rendermi conto che abbruttire le mie aspirazioni facendo la coda davanti allo sportello degli ufficiali giudiziari sarebbe stato un volgare affronto ai miei sogni. Ed ho deciso di cambiare vita e rotta: ho girato il mondo lavorando per le Nazioni Unite, Guyana, Gabon, Timor Est e Brasile, operando in prima linea sui dossier dell’infanzia rubata e maltrattata e trattando le inevitabili scartoffie burocratiche con lo stesso entusiasmo del commissario Montalbano. Oggi dirigo una Organizzazione Non Governativa (ONG) di Milano, la Fondazione Don Carlo Gnocchi, coltivando il sogno di non sentire mai più parlare di handicap, ma di abilità eterogenee, primo passo verso l’annullamento di ogni discriminazione.”

Con Federico abbiamo parlato di innovazione sociale, di quanto l’audacia di una nuova idea possa superare la sempre più asfittica tendenza a rimanere ancorati al vecchio.
Federico cita Fuller e ci dice che “Se uno vuole fare innovazione è inutile lavorare su un modello esistente”. E noi – ci chiede – noi come lavoriamo? Dove e come cerchiamo l’innovazione? E qui il semicerchio attorno a Federico si divide tra riformisti e rivoluzionari…
Dal ruolo dello stato ai processi di privatizzazione dell’istruzione, Federico ci pone delle domande il cui punto interrogativo finisce ben oltre il nostro incontro… Qual’è stata l’innovazione sociale o tecnologica che ha cambiato la nostra vita negli ultimi 20 anni? Se ci fosse un referendum per decidere a quale amministratore delegato affidare il cda del nostro governo, chi sceglieremmo?

Federico è talmente bravo a fare il modesto che ci ha parlato a malapena del libro che ha scritto a 20 mani con alcuni tra i più importanti protagonisti della Social Innovation italiana ed europea (Nuove relazione per co-progettare il cambiamento ed uscire dalla crisi). E noi Federico, abbiamo già pronte alcune domande per te per il prossimo Caffè 2.0… questo è un invito!

caffè2.0-Federico Marcon

Federico Marcon

Director Fondazione Don Carlo Gnocchi

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